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News del 18-02-2015-Transat e Dakar a confronto imprese sportive

Oggetto: News del 18-02-2015-Transat e Dakar a confronto imprese sportive
Data invio: 2015-02-18 21:18:30
Invio #: 172
Contenuto:
intestazione

              hauss             tartana         regate_nel_golfo_sm       


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News del 18-02-2015 - Transat e Dakar a confronto imprese sportive di soci e atleti follonichesi: Gesi e Casuccio

Sabato 21 Febbraio alle ore 16:00 incontro presso la sede del Gruppo Vela per festeggiare il socio Matteo Casuccio, velista e appassionato di moto, protagonista della recente edizione della Dakar.
 
L'evento sarà un'interessante confronto  con l'amico ed  istruttore di vela Simone Gesi protagonista di due Transat. Due esperienze di sport e di vita accomunati da determinazione passione e sfida.
Alle 18:30 si terrà un piccolo rinfresco per onorare Matteo.
 
Di seguito ecco, in una lettera aperta, come Simone, suo grande amico e suo istruttore di vela  descrive il carattere e l'impresa di Matteo:
 
"Mi chiamo Matteo e voglio fare la Dakar" mi piace cominciare così utilizzando il titolo di un giornale specializzato d'enduro (L'endurista N 32 in edicola).
Per chi non lo conoscesse (cosa assai difficile a Follonica) Matteo Casuccio è, oltre che un amico da sempre, uno dei tanti allievi che la nostra scuola di vela ha avuto in questi anni.
Nelle derive non ha mai fatto agonismo ma è poi rimasto nell'ambiente facendo invece agonismo nell'altura folgorato dalla passione per il mare a 360 gradi. Da bambino lo chiamavamo "megafono" per le indiscusse capacità di parlare molto e ad alta voce, restando sempre però benvoluto da tutti. Ha sempre avuto le idee chiare e nervi saldi, supportato da notevole perspicacia e intelligenza.
Quando mi ha confessato che voleva fare la Dakar in moto confesso di aver pensato che il cammino sarebbe stato lungo come fosse una Transat in mini.
Ma a Matteo la determinazione non è mai mancata, come quando gli hanno rubato la moto e poi l'ha ritrovata (episodio degno di un film di spionaggio) o quando ha rotto i  legamenti al ginocchio 3 mesi fa; tutti segnali che avrebbero fatto desistere chiunqe dall'impresa, chiunque ma non Matteo.
In questi giorni mi confessa a piccole gocce tutto quello che gli è successo e io ascolto come fossi un bambino stregato come lui dall'avventura e mi rendo conto che la sua impresa è molto più grande di quanto si possa immaginare.
La Dakar in moto al primo tentativo da privato!
Come dice lui, non è un motociclista che va fortissimo, non sa riparare l'impianto elettrico, non è molto allenato fisicamente, ma ha avuto una grande determinazione.
Il saper affrontare le difficoltà in modo cartesiano e saper parlare 3 lingue (questo sì gli riesce molto bene) lo ha portato al primo tentativo a finire, e neanche male, la sua avventura. Come la Transat anche la Dakar ti cambia un po' la vita, costringendoti all'introspezione durante la gara e poi al ritorno a casa in famiglia, famiglia che lo ha sempre supportato in tutto e per tutto.
 
Bentornato amico mio dakariano.

 

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