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News 2 11 Ottobre 2011

Oggetto: News 2 11 Ottobre 2011
Data invio: 2011-10-11 12:48:29
Invio #: 35
Contenuto:
intestazione



 

Da Follonica a Salvador del Bahia passando da La Rochelle

Aggiornamento del diario di bordo da Funchal

 

RIEPILOGO DA FUNCHAL.

 

Come avrete capito, la prima tappa della Transat 2011 è stata imprevedibile e molto impegnativa per i solitari.

Perfino per i meteorologi è stato difficilissimo costruire previsioni, anzi, quasi sempre, esse sono state disattese nel giro di una giornata o, addirittura, di poche ore.

La presenza di due fronti contrapposti ha reso estremamente variabile la situazione, ancor più in una regata come questa dove le distanze tra le rotte dei Mini (così vicine nel “trakking” visibile sul sito web della manifestazione) si misurano anche in decine di miglia.

 

Alla partenza, “Dagadà – Spirito di Maremma” si è presentata in ottime condizioni, Simone lucidissimo. Ottimo l'avvio e rotta più vicina a terra come previsto. Chi ha preso decisamente questa rotta ha sfruttato interamente la brezza notturna e guadagnato già nelle prime 15 ore di regata diverse miglia di vantaggio. Non a caso, i francesi hanno immediatamente affollato le prime posizioni.

Simone ha tenuto una rotta più conservativa per gestire in sicurezza una prima fase di poco vento, onde frangenti verso terra e la corrente, ugualmente verso terra. Ciò gli ha procurato una trentina di miglia di distacco dai primi alla fine della prima giornata.

Una regata così lunga richiede però di fare pure scelte di sicurezza e tranquillità.

L'attraversamento del Golfo di Biscaglia (o Guascogna) è stato tutto con andatura portante (al contrario delle previsioni), con enormi buchi totali di vento.

Il nostro si è ben difeso mantenendo pressoché inalterato il distacco iniziale (segno che barca e vele sono in buon assetto), rimanendo agganciato ad un gruppo considerevole (dalla 12^ alla 35^ posizione solo una quindicina di miglia).

L'avvicinamento ed il passaggio delicatissimo di Capo Finisterre è stato il momento decisivo della regata.

Chi ha fatto la scelta estrema, sulla scorta della situazione meteo momentanea, cioè decisamente verso ovest ha trovato una condizione molto favorevole. Il cinese, ad esempio, dalla 40^ posizione è risalito fino al 1° posto, il giovane Sabbatini e Frattaruolo erano nei primi 10. Poi questa soluzione si è rilevata assolutamente controproducente, pur avendo trovato vento fino a 40 nodi, ma tutta bolina (anche stretta) e mare.

Il nostro atleta ha scelto in base alla previsione di entrata di aria da nord est (questa previsione era visibile perfino sulle mappe e le indicazioni del sito della regata). Peccato che sia entrato con 36 ore di ritardo. Così, dopo aver ridotto lo svantaggio al di sotto delle 30 miglia dal primo, il trovarsi più a terra, si è rivelata una soluzione errata. Tanto più che, ad un certo punto, Simone ha ritenuto più credibile dover tornare un po' più ad ovest.

Tra Finisterre e Lisbona c'è stato il rimescolamento di posizioni ed il delinearsi dei distacchi.

La classifica ha sempre parlato francese ed alla fine, nei primi 20 (ma dopo la 10^ posizione), ci saranno solo 3 navigatori di altra nazionalità (19^ l'italiana Beyer, prima femminile nei “serie”).

Nella notte tra lunedì e martedì, Simone ha rotto la forcella del tangone ed ha provveduto subito alla sostituzione dell'attrezzatura con quella di riserva, presente a bordo. Intervento rapido e risolutivo, ma, essendo stato eseguito la notte, ha preferito dare di nuovo gennaker solo alle prime luci dell'alba, dopo un'attenta verifica del corretto montaggio del nuovo tangone. Ciò gli ha procurato una decina di ore con qualche nodo in meno di velocità.

 

Alla fine, il risultato del velista toscano è al di sotto delle sue possibilità, ma decisamente onorevole. Pochi e normali i danni, buon funzionamento dell'apparato elettrico e degli strumenti, vele assolutamente sane, morale alto.

La seconda tappa è tutta da giocare.

Lunedì 10, a Funchal, riparazioni e sistemazioni già fatte, c'è soltanto da mettere i materiali sotto coperta e così il nostro potrà dedicare gli ultimi due giorni di sosta nell'isola di Madeira al riposo ed a studiare carte e previsioni per la seconda tappa.

 

 

ALTRA PUNTATA DA FUNCHAL.

 

Domenica 9 tutto riposo. Abbiamo preso la macchina (guida Simone, ovviamente) e con noi Maurizio Gallo.

Un'autentica sorpresa, Maurizio. Padovano di 58 anni, uomo degli 8.000 in montagna, vita incasinata e ricchissima di esperienze. Lo si intuisce anche quando sta zitto (ma la battuta è pronta); ne ha viste e passate così tante che per lui il guasto totale dell'impianto elettrico, la rottura del “frullone” (una vela di prua per andature portanti) ed altri guai sono stati affrontati con serenità e tranquillità. Non a caso, Simone ed io abbiamo subito legato con il “montanaro” (tra l'altro è ottimo bevitore e mangiatore).

Sarebbe un ottimo insegnante di psicologia dello sport (e di vita), uno da cui imparare molto (e, stupefacente nel mondo della vela, ma non solo, uno che sa ascoltare).

Direzione Punta Sao Laurenço: posto spettacolare. Quindi Machico, dove al mercato all'aperto abbiamo mangiato carne regionale di vacca cotta da noi sulla brace messa disposizione dai vari banchi. Uno spettacolo di odori, di persone e roba.

Poi direzione Porto Moritz dove, mentre Maurizio se la dormiva in macchina, abbiamo fatto il bagno nelle piscine naturali (il mare che frange e riempie questi anfratti tra gli scogli). Acqua fresca e pulita, assolutamente rigenerante.

Insomma, abbiamo girato tutta la cosa di Madeira.

Simone si è trasferito nell'albergo che ha ospitato via via tutti i follonichesi: 22 euro a notte, colazione compresa.

Sta bene. Mi ha riepilogato tutti i passaggi fino al giovedì mattina, giorno della partenza.

Tutta un'altra situazione rispetto a due anni fa. Oggi, ho parlato con lui, tutto è fatto e la barca è pronta. E' arrivato anche il grande Matteo Miceli (conosciuto al tempo degli Este 24), in aiuto a Giacomo Sabbatini (un ventunenne che potrebbe avere grandi prospettive nella vela oceanica), e già ha detto a Simone che alla bisogna è pronto a dargli una mano. Tra l'altro, Matteo conosce bene l'Atlantico per averlo attraversato più volte (alla caccia di record incredibili). Un'ulteriore tranquillità per Simone e tutti noi.

 

Insomma, siamo ottimisti e tranquilli: tutto quello che Simone poteva fare l'ha fatto e ciò vale anche per chi ha collaborato affinché si potesse affrontare questa seconda Transat.

A me rimane la preoccupazione di trovare i soldi per saldare la spesa del ritorno della barca dal Brasile e per saldare i debiti.

Ragazzi e ragazze: abbiamo ancora bisogno di un ultimo sforzo.

 

Ettore Chirici (Presidente GV LNI Follonica e Comitato 4236 miglia)

 

 

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